Perito antiquario e
consulente d’arte

Non è la rosa, ma ha vissuto con la rosa”. Sono affezionato a questo detto orientale perché trovo che mi rappresenti. Mi chiamo Marco Zaia e sono un perito antiquario e consulente d’arte. Ogni giorno, grazie al mio lavoro, vengo a contatto con oggetti e opere che custodiscono grazia e memoria e, pur non possedendoli, mi sento arricchito dalla loro bellezza e storia.

La mia esperienza professionale ha preso avvio a Torino, tra botteghe antiquarie e laboratori di restauro, dove il contatto diretto con gli oggetti mi ha permesso di apprendere le diverse tecniche di lavorazione, testimonianze della produzione artistica attraverso i secoli. Sempre nel capoluogo piemontese, ho proseguito il mio percorso nel mondo dell’arte contemporanea entrando in contatto con galleristi, storici dell’arte e studiosi, dai quali ho acquisito gli strumenti per interpretare i linguaggi espressivi dal Novecento a oggi.

Non c’è stato un momento preciso in cui ho scelto questa strada: ho sempre desiderato occuparmi di arte e antichità e la mia professione è cresciuta con me, alimentata dalla curiosità e dal piacere della scoperta.

Mi occupo di opere d’arte e oggetti di antiquariato, beni che hanno bisogno di essere studiati e compresi con attenzione perché possano rivelare il valore che custodiscono. Dal 2005, sono iscritto al registro dei periti esperti e all’albo dei consulenti tecnici del Tribunale di Asti come CTU e CTP.

In qualità di perito antiquario e consulente d’arte affianco notai, avvocati, commercialisti e privati mettendo a disposizione la mia esperienza nel settore per aiutarli a risolvere questioni delicate: la gestione di patrimoni ereditari, la compravendita di oggetti di pregio, la valorizzazione di opere d’arte.

Ogni bene porta con sé un racconto unico e il mio lavoro consiste nell’interpretarlo perché leggendolo se ne conosca il valore.

Come svolgo la mia professione

Ogni incarico che mi viene affidato richiede cura e dedizione, che per me si declinano in quattro passaggi essenziali: ascolto, analisi, strategia e riservatezza.

Ascolto

Tutto inizia da una conversazione. Ascolto le persone che si rivolgono a me, cerco di comprendere le loro esigenze e necessità e raccolgo tutte le informazioni utili per compiere l’incarico che intendono affidarmi.

Analisi

È la fase in cui mi immergo nello studio: a seconda dell’incarico che mi è stato affidato confronto fonti, verifico provenienze, esamino materiali e interpreto i dati emersi alla luce della mia esperienza.

Strategia

Una volta inquadrato il contesto, individuo la strada migliore da intraprendere. In un ambiente in cui è facile sentirsi disorientati, accompagno come una guida chi si affida a me lungo una direzione chiara e condivisa.

Riservatezza

Svolgo ogni incarico con tatto e discrezione, consapevole che ogni bene di cui mi occupo porta con sé storie intrecciate a memorie familiari che meritano attenzione, così come le persone che me li affidano.

Dai uno sguardo ad alcuni lavori che ho svolto

Ciò che mi guida nel lavoro

CURIOSITÀ
ESPERIENZA
ESPERIENZA
SENSIBILITÀ

Il modo in cui svolgo ogni giorno il mio lavoro riflette tre caratteristiche che fanno parte di me. La curiosità, che mi accompagna da sempre e che mi porta a vivere ogni nuovo incarico come un esploratore che affronta un nuovo viaggio. L’esperienza, intesa come un contenitore dal quale estrarre e interpretare in maniera creativa la conoscenza acquisita. E, infine, la sensibilità per le persone e i beni che mi vengono affidati, che si traduce nell’individuare soluzioni davvero corrispondenti al loro interesse.