Quando il danno non determina un risarcimento: il caso di due vasi Lalique
Una nota compagnia italiana di assicurazioni ha richiesto una consulenza tecnica finalizzata a valutare la posizione da assumere nei confronti di un cliente che chiedeva il rimborso per la rottura accidentale di due vasi attribuiti alla produzione di René Lalique.
Gli oggetti erano stati presentati come esemplari di pregio del celebre artista e disegnatore francese, tra i protagonisti dell’Art Nouveau e della produzione vetraria del primo Novecento. In particolare, la richiesta riguardava due modelli riconducibili alla produzione Lalique: un vaso “Tortues” e un vaso “Tourbillons”, entrambi modelli nati nel 1926.
La questione posta dall’assicurazione non si limitava al valore teorico degli oggetti ma ad un aspetto determinante: i vasi avevano ancora un valore commerciale prima del sinistro?


L’analisi preliminare
La prima fase dell’attività ha riguardato l’identificazione dei modelli e il confronto con il mercato antiquario internazionale.
Il vaso modello “Tortues”, altezza cm 27, nella variante color ambra, è catalogato con il n. 966 e risulta prodotto a partire dal 1926. La perizia rilevava la presenza della firma “R. Lalique” impressa nella pasta vitrea. Per questo modello risultavano tredici passaggi in asta tra il 1992 e il 2017, di questi tre erano relativi alla variante ambra con valori compresi tra circa € 16.630 e € 16.992.
Il vaso modello “Tourbillons”, altezza cm 20, nella variante giallo limone, anch’esso prodotto dal 1926, riportava invece la firma incisa a graffio “R. Lalique”. Per questo modello risultavano trenta passaggi in asta tra il 1991 e il 2020, con risultati molto variabili e alcuni lotti invenduti. Tale oscillazione era collegata anche alla presenza sul mercato di copie e imitazioni, circostanza che rendeva necessario un controllo particolarmente attento della firma e dell’autenticità. Per effettuare la verifica mi sono rivolto alla fondazione Lalique che mi ha cortesemente fornito l’immagine sotto a sinistra.


Il valore teorico e il valore effettivo
Sulla base dei confronti di mercato, la perizia individuava alcuni valori di riacquisto, sempre subordinati alla conferma dell’autenticità e alla sussistenza di condizioni conservative integre.
Per il vaso Lalique modello Tortues veniva indicato un valore di € 16.831,00; per il vaso Lalique modello Tourbillons un valore di € 17.700,00; per un’esecuzione successiva dello stesso modello veniva invece indicato un valore di € 2.900,00.
Tuttavia, nel mercato del vetro da collezione, il dato economico non può essere separato dallo stato di conservazione. Il mercato antiquario e collezionistico dei vetri Lalique richiede infatti condizioni di integrità molto elevate: esemplari filati, danneggiati, alterati o restaurati possono perdere in modo sostanziale la loro commerciabilità.
Nel caso specifico, l’analisi delle immagini disponibili ha evidenziato che i vasi presentavano danneggiamenti e alterazioni già prima del sinistro denunciato. Tale circostanza incideva in maniera decisiva sulla valutazione assicurativa.
Il punto tecnico decisivo
L’aspetto centrale della consulenza è stato distinguere tra: “valore teorico di un esemplare integro, autentico e commerciabile” e “valore effettivo dell’oggetto nello stato in cui si trovava prima della rottura denunciata”.
Questa distinzione è fondamentale in ambito assicurativo. Il risarcimento non può essere calcolato sul valore ideale di un bene perfetto quando la documentazione dimostra che l’oggetto era già compromesso prima dell’evento.
Nel caso in esame, le fotografie dei vasi allo stato antecedente al sinistro mostravano segni evidenti di danno: filature e scheggiature. La conclusione tecnica è stata quindi che, pur trattandosi di modelli potenzialmente importanti se integri e autentici, gli esemplari oggetto della richiesta non erano da considerarsi commercialmente apprezzabili nelle condizioni documentate.


L’esito della consulenza
La relazione ha consentito alla compagnia assicurativa di disporre di un parere tecnico motivato, utile per valutare correttamente la richiesta del cliente.
L’intervento peritale ha chiarito che il danno lamentato non poteva essere rapportato al valore di mercato di esemplari integri, poiché gli oggetti risultavano già alterati e danneggiati prima del sinistro. Di conseguenza, non era possibile attribuire loro un valore commerciale significativo ai fini del rimborso.
Perché questo caso è significativo
Questa case history evidenzia quanto sia importante, nelle valutazioni assicurative relative ad antiquariato, arte applicata e oggetti da collezione non limitarsi all’identificazione dell’autore o del modello.
Nel mercato dei vetri artistici e in particolare per produzioni ricercate come quelle di René Lalique, l’autenticità è solo uno degli elementi da verificare. Lo stato di conservazione può infatti determinare la differenza tra un bene di rilevante valore economico e un oggetto privo di concreta commerciabilità.
La documentazione fotografica precedente al sinistro si è rivelata decisiva: ha permesso di stabilire che la perdita di valore non era conseguenza esclusiva dell’evento denunciato, ma derivava da condizioni pregresse già compromesse.
Conclusione
Il caso dimostra come una perizia possa assumere un ruolo determinante non solo nella stima economica di un bene, ma anche nella corretta gestione di una controversia assicurativa in questo caso distinguendo tra il valore astratto di due modelli Lalique integri e il valore reale degli esemplari analizzati, già danneggiati prima del sinistro. In questo modo la compagnia assicurativa ha potuto orientare la propria decisione su basi documentate, oggettive e coerenti con le dinamiche del mercato collezionistico.