Certificato Cites

Gli oggetti di antiquariato sono testimoni di epoche lontane e, proprio per questo, possono riflettere una sensibilità diversa da quella attuale su temi come il rispetto per l’ambiente e gli animali. Questo vale in particolare per beni che contengono materiali oggi protetti dalla legge come avorio, tartaruga, corallo, ossa, pelli di animali o legni rari.
La CITES è la convenzione internazionale che tutela le specie animali e vegetali a rischio di estinzione e ne regolamenta il commercio e lo sfruttamento. Questa normativa riguarda anche il mercato antiquario, dove non è raro imbattersi in oggetti realizzati con materiali oggi tutelati, la cui compravendita richiede una certificazione specifica.
Che cos’è la CITES
La CITES (Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora), detta anche Dichiarazione di Washington, è un accordo internazionale che tutela migliaia di specie animali e vegetali dal rischio di estinzione. Siglata nel 1973, è attualmente in vigore in oltre 180 Paesi tra cui l’Italia, che l’ha ratificata nel 1975. Nel 1997 il Regolamento CE n. 338 ha sostituito le leggi nazionali di ogni singolo Stato europeo ed è oggi la normativa di riferimento per tutti i Paesi dell’UE.
Le specie tutelate dalla CITES sono suddivise in tre categorie:
- Specie altamente protette: il commercio è vietato.
- Specie sotto controllo commerciale: il commercio è consentito solo con un certificato CITES che ne certifichi l’origine e garantisca che non sia compromessa la loro sopravvivenza.
- Specie protette da singoli Stati: alcuni Paesi applicano regole specifiche per tutelare specie endemiche, inoltre ogni stato può adottare misure più restrittive per proteggere ulteriormente la fauna e la flora locali.
Certificazione CITES e oggetti di antiquariato
Che cosa succede con gli oggetti di antiquariato che contengono elementi realizzati con materiali di origine animale e vegetale di specie un tempo non tutelate ma oggi protette dalla Convenzione CITES? La normativa ammette una deroga al loro commercio a patto che si verifichino due condizioni:
- Deve essere un oggetto “lavorato” in maniera artistica, cioè trasformato in un bene finito (mobile, strumento, gioiello…)
- Deve essere antecedente al 3 marzo 1947, cioè a 50 anni prima dell’entrata in vigore del Regolamento europeo
Solo se il bene rispetta questi criteri può essere messo in commercio all’interno dell’Unione Europea. Quindi, ogni volta che un oggetto di antiquariato include materiali elencati dalla Convenzione CITES, è obbligatorio verificarne epoca, lavorazione e conformità per ottenere da un perito esperto una certificazione per la messa in commercio o, nel caso dell’avorio, la certificazione CITES dall’ufficio preposto dei Carabinieri. Entrambi i certificati autorizzano il commercio in tutta l’Unione Europea.
Cosa succede, invece, se l’oggetto è successivo al 1947? In quel caso non rientra nella deroga prevista dal regolamento e non può essere venduto, a meno che non esista un’autorizzazione rilasciata all’epoca della sua produzione, ma si tratta di un’eventualità piuttosto rara.
Certificato CITES: come ottenere la documentazione richiesta
Oltre ad essere un obbligo di legge, rispettare la normativa CITES è anche un gesto di attenzione verso l’ambiente e le specie animali e vegetali che nel tempo abbiamo imparato a proteggere. Il mio compito è accompagnarti all’acquisto e alla vendita di oggetti di antiquariato che includono materiali previsti dalla CITES affinché tu possa agire nel rispetto delle normative e con consapevolezza anche sul piano ambientale.
Ecco come posso esserti utile:
Vendere avorio e altri materiali protetti
Molti oggetti d’antiquariato che s’incontrano oggi sul mercato sono stati realizzati in epoche in cui non esistevano norme a tutela dell’ambiente o delle specie minacciate. Per questo possono contenere materiali oggi severamente regolamentati dalla Convenzione CITES.
I più comuni sono:
- Avorio: usato per intarsi, sculture, manici di posate, tasti di pianoforti o accessori di lusso
- Tartaruga: utilizzata per gioielli e oggetti d’arte, scatole, lastronature di mobili, cornici
- Coralli, madreperla e conchiglie: usati per monili, sculture, oggetti d’arte decorativa e per decorare mobili
- Legni pregiati: come il palissandro, spesso utilizzato per arredi, oggetti d’arte e strumenti musicali
- Pelli e pellicce esotiche: come coccodrillo, squalo, serpente, leopardo, usate per rivestimenti, articoli di lusso e complementi d’arredo
- Ossa, corna e denti di animali: lavorati per bastoni da passeggio, gioielli e elementi ornamentali
In questi casi è fondamentale sapere prima di tutto se l’oggetto può essere messo in commercio e poi con quali limiti e con quali documenti, per agire nel rispetto della normativa. Inoltre, la certificazione rilasciata da un perito può anche tutelare da eventuali fraintendimenti: ad esempio, nei casi in cui è stato usato l’osso bovino come alternativa economica all’avorio. Sottoporre un bene all’esame di un professionista esperto permette di individuare con certezza il materiale con cui è stato realizzato.
Contattami
Se possiedi un oggetto realizzato totalmente o in parte con materiali tutelati dalla CITES e desideri venderlo, contattami. Mi occuperò di esaminarlo e, se sussistono le condizioni, redigerò una certificazione tecnica che ne autorizza la messa in commercio. In caso di avorio, la mia attestazione è necessaria anche per ottenere la dichiarazione CITES dai Carabinieri.