Scultura in avorio con gallo e zodiaco orientale

Il proprietario di una scultura orientale raffigurante un gallo circondato dagli animali dello zodiaco cinese ha richiesto una valutazione preliminare utile a impostare una successiva perizia. L’opera è stata presentata come scultura in avorio e accompagnata da un documento commerciale datato 30 agosto 2006, nel quale viene descritta come manufatto giapponese del XIX secolo, firmato con sigillo rosso e riferito alla “Scuola di Tokyo”.

L’intervento ha avuto come obiettivo non soltanto l’identificazione iconografica del soggetto, ma anche la verifica del valore probatorio del documento prodotto, con particolare attenzione alla possibile rilevanza ai fini CITES.

Richiesta: Analisi preliminare di una scultura in avorio e valutazione dell’attendibilità del documento prodotto dal venditore.
Servizio: Certificato cites
Data: luglio 2026

Analisi iconografica, verifica documentale e valutazione preliminare ai fini CITES

gallo in avorio

Analisi tecnico-storica

  • Oggetto: scultura da appoggio, probabilmente riconducibile alla tipologia dell’okimono.
  • Materiale dichiarato: avorio, da verificare mediante esame diretto e analisi non invasive.
  • Soggetto: gallo monumentale con animali riconducibili al ciclo zodiacale dell’Asia orientale.
  • Ambito culturale: orientale, verosimilmente giapponese o sino-giapponese, con possibile destinazione al mercato occidentale.
  • Epoca proposta dal documento: XIX secolo; datazione da confermare mediante verifica materiale, tecnica e stilistica.
  • Funzione: ornamentale, collezionistica e beneaugurale.

La composizione è dominata dalla figura del gallo in posizione frontale, con piumaggio inciso, cresta pronunciata, bargigli e coda aperta. Sul corpo e alla base si riconoscono diversi animali riferibili al ciclo dei dodici segni zodiacali: topo, bue, tigre, coniglio o lepre, drago, serpente, cavallo, capra, scimmia, gallo, cane e maiale o cinghiale.

La centralità del gallo non appare casuale. Il gallo è uno dei dodici animali dello zodiaco orientale e, come nella cultura occidentale, nella cultura cinese e giapponese è associato alla vigilanza, all’annuncio del giorno, al buon auspicio e alla prosperità. La scelta di renderlo figura principale consente inoltre un’esecuzione scultorea particolarmente scenografica, grazie alla resa del piumaggio e della coda.

Funzione dell’opera

Non emergono elementi che facciano pensare a una funzione pratica. Non sono visibili coperchi, scomparti, supporti per incenso o parti meccaniche. La destinazione più plausibile è quindi quella di oggetto da vetrina o da scrittoio, concepito per la contemplazione e per il collezionismo.

La presenza degli animali zodiacali conferisce all’opera anche una funzione simbolica e augurale: il ciclo zodiacale richiama il tempo, il calendario e l’ordine cosmico.

gallo in avorio

Verifica del documento prodotto dal proprietario

Il documento presentato è redatto su carta intestata di un operatore commerciale e risulta datato 30 agosto 2006. Esso descrive una “scultura in avorio di lavorazione giapponese del XIX secolo” raffigurante un gallo con gli altri segni dello zodiaco cinese, oltre a una seconda scultura in avorio definita netsuké.

Il documento è coerente con il soggetto dell’opera fotografata e può essere considerato un indizio utile per stabilire la precedente circolazione commerciale. Tuttavia presenta limiti significative non rispettando le disposizioni in materia di circolazione indicate dall’art.64 del Codice dei Beni Culturali: non contiene fotografie allegate, misure, peso, descrizione dello stato conservativo, indicazione puntuale della firma o del sigillo, documentazione CITES, estremi fiscali completi o motivazione tecnico-storica della datazione al XIX secolo.

Attendibilità del documento

  • Utilità come indizio di provenienza commerciale: significativa, ma non conclusiva.
  • Utilità per confermare il materiale: insufficiente senza esame diretto.
  • Utilità per confermare la datazione al XIX secolo: limitata, in assenza di riscontri tecnici e comparativi.
  • Utilità per confermare l’attribuzione a Giappone, Scuola di Tokyo: da verificare mediante lettura del sigillo e confronto specialistico.
  • Utilità ai fini CITES: limitata; il documento non sostituisce il certificato o la documentazione prescritta.

Verifica dei requisiti CITES

Poiché l’opera è indicata come avorio, ogni valutazione deve distinguere tra descrizione storico-artistica, attribuzione, valore culturale e possibilità di circolazione commerciale. Il documento del 2006 può contribuire a ricostruire una precedente circolazione del bene, ma non costituisce di per sé prova sufficiente della natura del materiale, dell’epoca di esecuzione, della lecita provenienza o della commerciabilità attuale.

Per valutare l’eventuale rientro dell’opera nella categoria degli esemplari lavorati acquisiti da oltre 50 anni, secondo la normativa emanata dalla Commissione Europea occorre procedere con verifiche oggettive e documentali.

  • esame diretto del materiale;
  • ricerca delle linee di Schreger nei punti idonei, senza interventi invasivi;
  • rilievo di misure, peso, struttura, giunzioni e parti applicate;
  • macro-fotografie della base, del presunto sigillo rosso e di eventuali iscrizioni;
  • verifica di restauri, mancanze, fratture, reincollaggi o integrazioni;
  • richiesta dell’originale del documento, di eventuale fattura o ricevuta fiscale e di fotografie storiche;
  • accertamento della documentazione CITES e della legittima detenzione o circolazione del bene.

Conclusione

La scultura può essere preliminarmente interpretata come opera ornamentale orientale probabilmente concepita come oggetto beneaugurale. La tipologia da appoggio e la funzione espositiva rendono appropriata la definizione di “okimono”.

Il documento prodotto dal proprietario è coerente con il soggetto e rappresenta un elemento accessorio utile alla ricostruzione della provenienza commerciale. Non è però sufficiente, da solo, a certificare materiale, epoca, attribuzione, firma, valore o commerciabilità. Per una perizia definitiva occorrono esame diretto, verifica del materiale, riscontro del sigillo e accertamento della documentazione CITES.